D.P.R. 6 OTTOBRE 1978, N. 627

Norme integrative e correttive del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, concernente istituzione e disciplina dell'IVA, in attuazione della delega prevista dall'ari 7 della L.10 maggio 1976, n. 249, riguardante l'introduzione dell'obbligo di emissione del documento di accompagnamento dei beni viaggianti


Art.1

1. I beni viaggianti debbono essere accompagnati, durante il trasporto, da bolla di accompagnamento o da fattura, o da altro documento di cui al 1° comma dell'art. 21 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni, emesso dal mittente prima dell'inizio del trasporto.


2. Il documento deve essere datato e numerato progressivamente e deve contenere in ogni caso le seguenti indicazioni:

a) dati di identificazione del mittente, ai sensi dell'art. 21, n.1), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni e numero di codice fiscale dello stesso;


b) natura, qualità e quantità specificata in cifre e in lettere, dei beni trasportati; con decreto del Ministro delle Finanze, in alternativa all'obbligo di indicare anche in lettere la quantità dei beni trasportati, per i soggetti che utilizzano sistemi elettrocontabili sono disposte modalità di compilazione della bolla rispondenti alle esigenze di impiego di tali sistemi;


c) dati di identificazione del destinatario e luogo di destinazione;


d) dati di identificazione di chi effettua il trasporto, nonché specificazione del luogo, della data e dell'ora di ritiro espresse in cifre facendo procedere dallo zero i numeri relativi al giorno, al mese e all'ora se costituiti da unità;


e) aspetto esteriore dei beni trasportati e numero dei relativi colli.



3. Il documento deve essere emesso in tre esemplari, firmati per ricevuta del vettore o da un suo incaricato all'atto del ritiro dei beni. Uno degli esemplari è conservato dal mittente, gli altri due sono ritirati dal vettore che, previa sottoscrizione del destinatario, ne conserva uno e consegna l'altro al destinatario medesimo contemporaneamente ai beni trasportati. La sottoscrizione del vettore spiega effetto come attestazione delle indicazioni previste alla lettera e) del precedente comma.


4. Se il trasporto è eseguito, a norma dell'art. 1700 c.c., da più vettori, ciascuno di essi o un suo incaricato deve apporre sugli esemplari del documento che accompagna i beni, all'atto del ritiro, la firma per ricevuta e la data del ritiro. La disposizione non si applica se il trasporto è effettuato da un solo vettore, che si avvalga eventualmente di altre imprese per eseguire, in tutto o in parte, il trasporto.


5. Ogni variazione relativa al luogo di destinazione, avvenuta durante il trasporto, deve essere immediatamente annotata, a cura di chi lo esegue, sugli esemplari del documento che accompagna i beni e a cura del mittente, su quello in suo possesso, se il trasporto è effettuato per suo conto.


6. La variazione del destinatario deve risultare da atto scritto da comunicazione telegrafica e deve essere annotata sugli esemplari del documento di cui all'art. 1 in possesso del vettore; se la variazione è ordinata dal mittente, deve essere immediatamente annotata sull'esemplare del documento di cui all'art. 1 in suo possesso; se è ordinata dal destinatario, questi deve conservare copia dell'ordine ai sensi dell'art. 5, 3° comma. Nell'ipotesi prevista nel presente comma, se il documento di cui all'art. 1 è costituito dalla fattura questa assume soltanto valore di bolla di accompagnamento.


7. Quando il trasporto riguarda beni non ceduti, la bolla di accompagnamento deve specificarne la causale.


8. Se, per qualsiasi motivo, i beni non sono consegnati al destinatario, colui che effettua la restituzione al mittente deve annotare sugli esemplari del documento la causale del nuovo trasporto, prima dell'inizio del medesimo.


9. Nel caso di trasporto in conto proprio, la firma per ricevuta prevista dal 3° comma è apposta dal conducente del veicolo, prima dell'inizio del trasporto.


10. Nel caso di beni alla rinfusa provenienti dal luogo di produzione agricola, da cave e miniere, nonché di materiali inerti o di materiali sfusi destinati ad essere utilizzati nell'attività imprenditoriale, il documento di accompagnamento potrà riportare una indicazione approssimativa della quantità trasportata.


11 E’ ammessa l'adozione di distinte serie di numerazione dei documenti, in relazione alle modalità di organizzazione dell'impresa.


12. Per i beni ceduti dai soggetti esonerati dal versamento dell'IVA e dagli obblighi di fatturazione, registrazione, liquidazione e dichiarazione, ai sensi dell'art. 34, 3° comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633, e successive modificazioni, ovvero dai medesimi conferiti ad enti, cooperative e altri organismi associativi, non si applicano le disposizioni del presente decreto, se il trasporto è eseguito dai soggetti medesimi o da altri per loro conto. Tuttavia, i cessionari, gli enti, le cooperative e gli altri organismi associativi sono tenuti alla osservanza delle predette disposizioni, se il trasporto è eseguito da loro o da altri per loro conto.


13. Ai fini del presente decreto, per mittente si intende colui che ha il possesso dei beni prima dell'inizio del trasporto o della consegna dei beni stessi a chi effettua il trasporto.


Trasporti con mezzi propri del mittente. Terzo esemplare non firmato dal destinatario
(R.M. n. 410634 del 20 aprile 1979)

Nel caso di trasporto di beni eseguito con mezzi propri del mittente, il documento di accompagnamento può essere emesso in duplice esemplare, con la conseguenza che la mancata sottoscrizione del terzo esemplare del documento stesso non costituisce violazione della disposizione di cui all'art. 1, 3° comma, del D.P.R. n. 627/78.

 
Attribuzione dl una autonoma numerazione dei documenti accompagnatori in aggiunta a quella della tipografia
(R.M. n. 365457 del 17 ottobre 1979)

Tenuto conto che la numerazione degli stampati apposta dalle tipografie assolve essenzialmente una funzione di cautela fiscale a garanzia di una corretta utilizzazione degli stampati stessi, i soggetti utilizzatori possono attribuire una autonoma numerazione dei documenti, in occasione della loro emissione, in aggiunta alla numerazione prestampata dalle tipografie autorizzate.

Naturalmente, qualora venga esercitata tale facoltà, la numerazione attribuita dal soggetto che emette il documento assume rilevanza ai fini della individuazione del documento stesso, nonché ai fini del sistema di fatturazione differita previsto dall'art. 21, 4° c., del D.P.R. 633/72. Ovviamente, la progressività continua della rinumerazione comporta che la stessa deve essere eseguita per tutte le bolle emesse.

 
Emissione di una quarta copia della bolla recante la dicitura "Copia per C.E. (centro elettrocontabile)"
(R.M. n. 411283 del 7 dicembre 1979)

Premesso che per i trasporti tramite vettore è consentito al mittente di emettere copia supplementare della bolla di accompagnamento, in aggiunta ai tre esemplari previsti per legge e da invalidare con la dicitura "Copia non valida ai fini del D.P.R. n. 627/78", e tenuto conto che la detta copia reca la conforme annotazione di uso per il centro elettrocontabile (C.E.), non ricorre la violazione di cui all'art. 1, 3° comma, del citato decreto n. 627/78.

 
Presunzione di cessione e di acquisto
(R.M. n. 420059 del 29 maggio 1980)Nel rapporto di deposito, la bolla di accompagnamento dei beni viaggianti è documento idoneo a vincere le presunzioni di cessione e di acquisto previste dall'art 53 del D.P.R. n. 633/72, dal momento che il 2° comma del citato art. 53 prevede che la consegna dei beni a terzi può risultare anche da altro documento conservato a norma dell'art. 39, tra i quali la relazione ministeriale indica espressamente la bolla di accompagnamento.

 
Descrizione dei beni a livello di semilavorato, integrata da un numero di codice (R.M. n. 382535 del 16 giugno 1980)E' conforme alle disposizioni di cui al D.P.R. n. 627/78 l'indicazione sui documenti di accompagnamento della descrizione dei beni trasportati a livello di semilavorato, integrata da un numero di codice (ad esempio, alimentatore 48/60 V DC codice 611-019/02), con inserimento, all'interno del relativo imballaggio, di un elenco descrittivo dei componenti elementari (viti, chiodi, resistenze, dadi, ecc.), componenti il bene trasportato.

 
Descrizione dei beni trasportati mediante una sigla di identificazione, integrata da un codice, con legenda in calce al documento
(R.M n. 382273 del 3 luglio 1980)

E’ conforme alle disposizioni di cui al D.P.R. n. 627/78 l'indicazione sui documenti di accompagnamento della natura e qualità dei beni trasportati mediante una sigla di identificazione dei prodotti trasportati, integrata da un codice, con legenda in calce al documento stesso, relativo alla categoria merceologica cui appartiene ciascun prodotto.

 
Indicazione del tipo di fiore senza l'indicazione della specifica classificazione del fiore
(R.M. n. 382336 del 23 luglio 1980)

In considerazione del fatto che le contrattazioni di fiori recisi destinati all'esportazione, a causa della deperibilità della merce, avvengono in ristretti limiti di tempo, per i trasporti di detti beni effettuati dagli acquirenti esportatori, dalle proprie unità operative site nel mercato ai magazzini degli stessi operatori, i relativi documenti di accompagnamento possono contenere, come indicazione della qualità dei beni trasportati, la specificazione del tipo di fiore (rosa, garofano, anemone, ecc.), senza l'indicazione della specifica classificazione del fiore. Naturalmente, sia in sede di emissione dell'autofattura di acquisto ex art. 34, 3° c., del decreto n. 633/72, sia in sede di emissione della fattura di vendita ex art. 21 dello stesso decreto, gli interessati devono provvedere alla specificazione della classificazione del fiore (ad esempio, garofani di prima o di seconda scelta), consentendo, in tal modo, all'amministrazione finanziaria di poter effettuare i necessari controlli nella fase di commercializzazione dei prodotti in questione.

 
Utilizzazione, per diversi settori di attività, di stampati forniti da distinte tipografie (R.M. n. 330320 dell'11 febbraio 1981)Nell'ipotesi di esercizio di attività in due settori, uno industriale ed uno commerciale, è consentito adottare la seguente procedura:

1) per le movimentazioni di prodotti nell'ambito del settore industriale sono utilizzate bolle di accompagnamento delle merci viaggianti acquistate presso una tipografia e numerate progressivamente soltanto dalla tipografia;

2) per le movimentazioni di prodotti nell'ambito del settore commerciale, sono usate altre bolle di accompagnamento acquistate presso una diversa tipografia autorizzata e contenenti, oltre alla numerazione attribuita dalla tipografia, una seconda numerazione progressiva, per serie autonoma, attribuita dall'emittente. Inoltre, sempre per le movimentazioni di prodotti nel settore commerciale e nei casi in cui uno stampato non sia sufficiente a contenere la elencazione dei beni trasportati, l'emittente può utilizzare due o più stampati, uniti tra loro e con la dicitura "segue" apposta sugli stampati successivi al primo. Su tutti gli stampati utilizzati verrà ripetuto il numero attribuito al primo di tali stampati. In tal senso la merce viaggerà accompagnata da una bolla formata da due o più documenti, numerati progressivamente dalla tipografia, ma individuali con un unico numero attribuito in sede di rinumerazione interna. Naturalmente, nel caso vengano adoperati più stampati ai fini dell'emissione del documento accompagnatorio dei beni viaggianti, tali stampati, uniti tra loro, dovranno recare la dicitura "seguito bolla n…..del....".
Il produttore associato che consegna i prodotti venduti dall'Associazione è considerato mittente
(R.M. n. 382067 del 27 febbraio 1981)

Deve considerarsi mittente colui che ha il possesso fisico dei beni prima dell'inizio del trasporto o della consegna dei beni stessi ai vettori ovvero ai destinatari che provvedono al trasporto. Pertanto, nell'ipotesi in cui un'Associazione effettui la vendita, in nome proprio e per conto degli associati, di tutta la produzione di questi ultimi, ma, al fine di evitare inutili transiti nel proprio stabilimento, la consegna dei prodotti venduti franco banchina nel box del commissionario o del grossista venga effettuata direttamente dal produttore, con mezzi propri o tramite suoi vettori, deve considerarsi mittente il produttore che provvede alla consegna dei prodotti, e non l'Associazione che provvede alla vendita.

 
Cessioni di beni con consegna o spedizione, anziché al cessionario, direttamente al terzo acquirente
(R.M. n.330524 dell'11 giugno 1981)

La Società B ha chiesto chiarimenti in tema di fatturazione dei beni rivenduti alla stessa da parte di concessionari ed, in particolare, se il documento di accompagnamento emesso dai concessionari medesimi, nella loro qualità di mittenti, per i trasporti dei beni ceduti alla Società istante con consegna alla Società A, possa considerarsi documento valido ai fini della fatturazione differita prevista dall'art. 21, 4° comma, del decreto n. 633/72. Al riguardo, considerato che nell'ipotesi di cessione con consegna o spedizione dei beni, anziché al cessionario, direttamente a terzi, la bolla di accompagnamento emessa dal cedente deve contenere, oltre gli elementi di identificazione del destinatario-terzo, anche gli elementi di identificazione del primo cessionario, la bolla di accompagnamento emessa dal concessionario, contenendo, in sostanza, gli elementi identificativi dei soggetti tra i quali è intervenuta l'operazione di cessione (concessionario-società istante) può considerarsi documento valido ai fini della disposizione prevista dal richiamato art. 21, 4° comma. Pertanto, per le cessioni dei beni effettuate dai concessionari alla società istante la fattura può essere emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione alla Società A, e deve contenere la data e il numero del documento accompagnatorio. Per quanto concerne, poi, il rapporto tra le due società, la fattura può essere emessa entro il mese successivo a quello della consegna dei beni da parte del concessionario, sempreché sulla fattura medesima siano riportati gli estremi della bolla di accompagnamento emessa dal concessionario medesimo e un esemplare dello stesso documento, non valido ai fini del D.P.R. n. 627, sia stato spedito alla predetta società istante.

 
Tentata vendita di prodotti ittici freschi
(R.M. n. 331092 del 25 giugno 1981)

In considerazione della rapida deperibilità dei prodotti in questione e, quindi, della pratica impossibilità di procedere ad una loro individuazione quantitativa, il documento Mod. E, relativo ai trasporti dei beni a titolo di tentata vendita, può essere compilato riportando, in corrispondenza delle singole specie, l'esatto numero dei colli, mentre la quantità va indicata relativamente all'insieme dei prodotti trasportati. A tale fine, i documenti devono contenere, sul retro, una legenda con l'indicazione della quantità "standard" di prodotto contenuto in ogni singolo collo.

 
Trasporto di beni da parte dell'assuntore della lavorazione
(R.M. n. 385305 del 22 luglio 1981)

Agli effetti della disposizione di cui all'art. 21, 4° comma, del D.P.R. n. 633/72, l'art. 4, penultimo comma, del D.M. 29 novembre 1978, recante norme di attuazione delle disposizioni di cui al D.P.R. n.627/78, stabilisce che la bolla di accompagnamento dei beni viaggianti deve contenere, in ogni caso, gli elementi identificativi dei soggetti della cessione dei beni trasportati. Dalla detta disposizione consegue che la bolla di accompagnamento emessa dall'assuntore della lavorazione per il trasporto dei beni lavorati e ceduti dal proprio committente può considerarsi documento valido ai fini della fatturazione differita da parte del committente-cedente, semprechè il documento stesso contenga, oltre gli elementi identificativi del mittente (assuntore della lavorazione) e del destinatario (terzo acquirente), anche gli elementi identificativi del committente-cedente, e che gli estremi di tale documento siano riportati sulla fattura differita.

 
Compilazione della bolla mediante fotoriproduzione
(R.M. n. 352875 dell’8 ottobre 1982)

Attesa la irrilevanza delle modalità di compilazione del documento di accompagnamento, l'indicazione del cliente destinatario, la descrizione della merce e la quantità dei beni trasportati possono essere riportati sul documento accompagnatorio con procedimento di fotoriproduzione dei cennati elementi, contenuti nella "proposta di commissione" già compilata dagli agenti ed accettata dalla società.

 
Firma da parte di un consegnatario in assenza del destinatario
(R.M. n. 400481 del 10 giugno 1985)

Nell'ipotesi di trasporti di beni a mezzo autobus in servizio di linea, in assenza del destinatario e previ accordi verbali localmente assunti, l'obbligo della sottoscrizione del documento di accompagnamento può essere adempiuto con la firma delle persone (edicolanti, titolari del bar, ecc.) più vicine alla fermata.

 
Emissione di bolla riepilogativa per l'invio di diversi materiali ad un unico cliente
(
R.M. n. 323564 del 25 novembre 1985)

Nell'ipotesi in cui i materiali, destinati ad un unico cliente e richiesti con più ordini, vengano raggruppati in un solo collo e consegnati al vettore per l'inoltro, con cadenza settimanale, è consentita l'utilizzazione della seguente procedura:

- il materiale viene consegnato al vettore e, quale documento accompagnatorio del collo, viene utilizzata una delle bolle già predisposte dal centro elettronico, riepilogativa delle altre bolle il cui destinatario è il medesimo cliente;

- su tale documento viene apposta la dicitura "bolla comprensiva delle bolle n…del....;

- solo su tale documento riepilogativo viene apposta la firma del vettore e la data e l'ora di inizio del trasporto;

- sulle altre bolle allegate a quella riepilogativa viene apposta la dicitura "materiale compreso nella spedizione di cui alla bolla n... del....".

Detta procedura può essere utilizzata anche per le spedizioni dei materiali richiesti dalle proprie filiali. Si sottolinea, tuttavia, che il documento accompagnatorio sottoscritto dal vettore e recante menzione delle bolle in esso riepilogate dovrà contenere, agli effetti di una più trasparente corresponsabilizzazione del vettore, la specifica relativa all'aspetto esteriore dei beni trasportati ed il numero dei relativi colli. Inoltre, la fattura, ove non venga emessa a fronte della bolla di accompagnamento riepilogativa, ma in relazione ad ogni singola bolla, dovrà contenere gli estremi di quest'ultima, nonché quelli del documento riepilogativo.

 
Trasporto su carrelli senza passaggio sulla pubblica via
(R.M. n. 322639 del 7 giugno 1988)

Nel caso di numerosi passaggi giornalieri di ghisa fusa liquida, tra due aziende contigue, mediante carrelli semoventi e senza passaggio sulla pubblica via, può essere emessa un'unica bolla giornaliera riepilogativa contenente anche il numero dei passaggi.



Art. 2

1. Per i beni in entrata nel territorio doganale, il documento previsto dall'art.1 è sostituito dalla bolletta di importazione definitiva, ovvero da altro documento doganale che scorta i beni stessi, ovvero da un esemplare della relativa fattura sottoscritto dal dichiarante e vistato dalla dogana di primo ingresso nel territorio dello Stato.


2.I beni destinati all'esportazione debbono essere accompagnati dalla bolletta di esportazione ovvero da un esemplare della fattura o, in mancanza di questa, dalla bolla di accompagnamento di cui all'art. 1; in quest'ultimo caso, un esemplare del documento, sottoscritto dal dichiarante e vistato dalla dogana di uscita dal territorio doganale, è restituito all'emittente a cura del vettore.


Fattura estera convalidata dalle dogane quale documento sostitutivo della bolla
(Telegramma Dogane n. 52 del 12 gennaio 1979)

L'uso della fattura estera, debitamente convalidata dalle Dogane, in luogo della bolletta doganale quale documento sostitutivo della bolla di accompagnamento, non è limitato alle sole ipotesi previste nella circolare n. 72 del 23 dicembre 1978, che devono ritenersi citate a solo titolo indicativo, ma è ammesso altresì in tutti gli altri casi in cui l'operatore ne faccia richiesta.

 
Fatture di rivendita di merci allo stato estero
(Telegramma Dogane n. 164 del 26 gennaio 1979)

Nei casi di rivendita, comunque effettuata, di merci allo stato estero prima dello sdoganamento, hanno piena validità sostitutiva della bolla di accompagnamento o della bolletta doganale, fino ai rispettivi luoghi di destinazione, anche la fattura di rivendita, con l'indicazione della quantità e qualità della merce cui le fatture stesse si riferiscono, debitamente integrate e convalidate dalla dogana.

 
Indicazione dell'ufficio dello spedizioniere doganale come luogo di destinazione
(Telegramma tasse n. 360460 del 2 febbraio 1979)

In relazione alle disposizioni di cui all'art. 8, 2° comma, del D.P.R. n. 633/72, la fattura relativa alle cessioni di beni destinati all'esportazione può contenere, come luogo di destinazione, il luogo in cui opera lo spedizioniere incaricato a svolgere le operazioni relative all'esportazione dei beni, con la specificazione dei dati identificativi dello spedizioniere stesso.

 
Merci spedite all'estero via ferrovia con procedure semplificate
(R.M. n. 410402 del 23 aprile 1979)

Nell'ipotesi di spedizione di merci all'estero, fruendo delle procedure semplificate di accertamento doganale previste dagli artt. 235 e 236 del T.U. delle leggi doganali, in base alla lettera di vettura internazionale compilata dall'operatore, il quale appone, sulla stessa, anche il timbro ufficiale all'uopo fornito dall'Amministrazione finanziaria, il documento di accompagnamento, che scorta le merci dagli stabilimenti di produzione al luogo di caricamento, può essere sottoscritto, per ricevuta, da un rappresentante della ditta che provvede all'operazione di caricamento, in quanto il visto doganale non può essere apposto dalla dogana, dal momento che, per effetto delle cennate procedure semplificate, ogni riscontro doganale viene effettuato successivamente all'esportazione delle merci. Tuttavia, ai fini di consentire agli organi di controllo ogni eventuale successivo riscontro, è necessario che, oltre alla firma del rappresentante della ditta che esegue il caricamento delle merci destinate all'estero, vengano annotati sul documento di accompagnamento il numero e la data della lettera di vettura internazionale e successivamente, al momento cioè del riscontro doganale, venga apposto dalla dogana competente un visto di convalida.

 
Obbligo del visto doganale
(R.M. DOGANE n. 2054 del 12 dicembre 1980)

L'obbligo del "visto" doganale sulle bolle di accompagnamento sussiste anche nell'ipotesi di partite di merce presentate ad una dogana di confine marittimo per il successivo imbarco per l'estero, caricate su due o più mezzi di trasporto e già vincolate ad unica bolletta di esportazione emessa da altro ufficio doganale. In tale ipotesi, infatti, i singoli trasporti dal luogo di spedizione all'Ufficio doganale di confine devono essere necessariamente scortati da bolla di accompagnamento, non rendendosi possibile la utilizzazione, per ciascuno di essi, della bolletta di esportazione o della fattura, in quanto riferite all'intera partita di merce.

 
Apposizione del visto da parte delle imprese di spedizione
(R.M. n. 610738 del 2 febbraio 1988)

Nei casi in cui le operazioni doganali vengono effettuate da imprese di spedizione, in applicazione degli artt. 232 e segg. del T.U. delle leggi doganali e del D.M. 26 giugno 1987, n. 324, il visto sul documento di accompagnamento può essere apposto dalle dette imprese di spedizione autorizzate.



Art. 3

1. Nella ipotesi di tentata vendita, il documento di cui all'art. 1, in due esemplari, deve indicare gli estremi della targa dell'automezzo col quale si effettua il trasporto e, in luogo del destinatario, la causale "tentata vendita".


2. All'atto di ogni consegna, chi effettua il trasporto deve emettere, in due esemplari, rilasciandone uno al destinatario, il documento di cui all'art. 1, individuato con gli estremi della targa dell'automezzo; entrambi gli esemplari debbono essere sottoscritti da chi effettua il trasporto o dal destinatario. Dallo stesso documento debbono risultare anche qualità e quantità dei beni eventualmente ritirati in restituzione o sostituzione.


3. Il documento di cui al precedente comma si ha per non emesso se non reca gli estremi della targa dell'automezzo.


4. Al termine delle operazioni, sull'esemplare del documento di cui al primo comma che accompagna i beni debbono essere annotate la natura, qualità e quantità dei beni complessivamente invenduti e, distintamente, di quelli eventualmente ritirati in restituzione o sostituzione. I due esemplari dello stesso documento debbono essere conservati congiuntamente a cura del mittente.


5. L'annotazione di cui al comma precedente può essere sostituita con la conservazione del documento di cui al 1 comma corredato da quelli di cui al secondo comma ordinati cronologicamente per automezzo


6. Il documento emesso con le modalità di cui al comma del presente articolo per il trasporto di beni in conto campionario, in luogo del destinatario, deve indicare la causale "beni in conto campionario, non destinati alla vendita"; un esemplare è conservato presso il domicilio fiscale di chi ha emesso il documento. In assenza di variazioni rispetto ai dati in esso indicati, la validità del documento é limitata a un anno dalla data della sua emissione.


Documenti integrativi del carico nel sistema della tentata vendita
(R.M. n. 382142 del 13 maggio 1980 e R.M. n.330206 del 13 aprile 1981)

E’ consentito che i beni, durante il ciclo operativo di distribuzione, siano scortati dai documenti previsti dal 1° e 2° comma dell'art. 3 del decreto n. 627/78, e dai documenti integrativi del carico originario, con emissione di un nuovo documento di carico per automezzo all'inizio di ogni ciclo operativo.

 
Utilizzazione di schede quindicinali per la tentata vendita
(R.M. n. 333265 del 19 novembre 1981)

E’ consentita l'utilizzazione delle schede di accompagnamento dei beni viaggianti e delle schede di consegna dei beni ceduti (modelli G e H), con cadenza quindicinale anziché mensile, con l'avvertenza che detti modelli, in luogo della dicitura "mesi di….", dovranno recare l'indicazione "1^ o 2^ quindicina del mese di….."

 
Utilizzazione di schede settimanali per la tentata vendita
(
R.M. n. 385098 del 24 febbraio 1982)

E’ consentita l'utilizzazione delle schede di accompagnamento dei beni viaggianti e delle schede di consegna dei beni ceduti (modelli G e H), con cadenza settimanale anziché mensile, con l'avvertenza che detti modelli, in luogo della dicitura "mese di…." dovranno recare l'indicazione "settimana dal ... al ... del mese di...".

 
Omessa indicazione del numero di targa dell'automezzo
(R.M. n. 390471 del 31 maggio 1982)

Se il contribuente adotta il sistema dell'emissione della fattura per tentata vendita, il documento deve contenere tutti gli elementi richiesti dall'art. 21 del D.P.R. n. 633/72 e dal D.P.R. n. 627/78 e, in mancanza di uno degli elementi disposti dalla norma da ultimo citata, viene attratto nel sistema sanzionatorio di quest'ultima, la quale con l'art. 3 dispone appunto che la mancata annotazione della targa dell'automezzo equivale alla mancata emissione del documento: infrazione questa sanzionata dal 1° comma dell'art. 7 del decreto n. 627/78.

 
Tentata vendita - Rifornimento di beni ai venditori con consegna sull'automezzo
(
R.M. n. 397244 del 29 marzo 1985)

Per il rifornimento dei beni ai rivenditori dipendenti effettuato a mezzo vettore, il documento accompagnatorio deve contenere, oltre ai dati relativi al dipendente destinatario ed alla abitazione dello stesso, anche la specifica della targa dell'automezzo sul quale i beni vengono consegnati. Si sottolinea, tuttavia, che il documento di cui all'art. 3, 1" comma, del decreto n. 627/78, deve, dal soggetto cui è affidato l'incarico della tentata vendita, essere emesso al momento del ricevimento della merce sull'automezzo, sugli stampati forniti dall'impresa che effettua la vendita, con l'avvertenza che il dipendente, prima dell'inizio del trasporto, se questo avviene in momento successivo, provvederà ad annotare la data e l'ora di partenza.

 
Tentata vendita - Fatturazione e registrazione
(R.M. n. 324160 del 25 novembre 1985)

Nell'ipotesi di cessioni di beni effettuate con il sistema della tentata vendita tramite stabilimenti distribuiti su tutto il territorio nazionale, utilizzando trasportatori dipendenti o avvalendosi di vettori abilitati al trasporto in conto terzi ai quali è conferito mandato con rappresentanza, è consentito adottare la seguente procedura:

- all'atto di ciascuna consegna il conducente dell'automezzo che effettua la tentata vendita emette a mezzo calcolatore elettronico portatile una fattura accompagnatoria, contenente tutti gli elementi previsti dall'ari. 21 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, su stampati forniti da tipografia autorizzata, conformi per tipo al modello F allegato al D.M. 29 novembre 1978;

- a dette "fatture beni ceduti col sistema di tentata vendita" è assegnata nell'ambito di ciascuna filiale, una distinta numerazione per ciascun automezzo utilizzato per la consegna (il cui numero di targa è obbligatoriamente riportato sulla fattura XF e sulla scheda XG);

- tutte le fatture emesse sono cronologicamente registrate per ogni filiale in un unico registro fatture a fogli mobili ai sensi dell'art. 23 del citato decreto n.633 a blocchi distinti per serie e, nell'ambito di ogni giorno e per blocco, in ordine progressivo di numerazione, mediante trasferimento automatico dei dati memorizzati dai calcolatori portatili al calcolatore appositamente predisposto presso ciascuna filiale.

Oltre al registro unico delle fatture a fogli mobili istituito presso ciascuna filiale, e tenuto cronologicamente a blocchi progressivamente elencati con la numerazione completa del relativo prefisso distintivo di ciascuna serie, è istituito anche un apposito registro riepilogativo ove sono riportati i dati riassuntivi per giorno.

 


Art. 4

1. Le disposizioni di cui agli artt. 1 e 2 non si applicano:

1) ai trasporti di beni ceduti dai commercianti al minuto e dai soggetti assimilati indicati nell'art. 22 n. 1, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni, sempreché tali beni non siano destinati agli imprenditori obbligati a richiedere la fattura ai sensi del terzo comma dello stesso art. 22;


2) ai trasporti di beni, ai fini di vendita al minuto, effettuati dai soggetti autorizzati alla vendita in forma ambulante, limitatamente ai beni che formano oggetto del proprio commercio;


3) ai trasporti, effettuati in proprio da privati non imprenditori o da altri per loro conto, di beni non eccedenti il fabbisogno familiare;


4) ai trasporti effettuati nell'esercizio dell'impresa, dai soggetti di cui al penultimo comma dell'art. 1, o da altri per loro conto, di beni di loro produzione, dai pescatori di prodotti ittici in conto proprio, ovvero, anche da altri per conto di questi ultimi, se trattasi dei passaggi di cui al settimo comma dell'art. 34 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; ai trasporti effettuati dai soggetti che esercitano esclusivamente il commercio al minuto per i movimenti di beni nell'ambito della stessa impresa, fra i luoghi dichiarati ai sensi dell'art. 35, 2° comma, del citato decreto, se questi sono situati nell'ambito dello stesso comune o di comune limitrofo; ai trasporti di beni, compresi quelli strumentali, effettuati nell'ambito delle fasi di produzione, lavorazione e conservazione dai soggetti di cui al 1° comma dell'art. 34 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, o da altri per loro conto, nonché ai trasporti effettuati in conto proprio dagli stessi soggetti di beni di loro produzione fino ai mercati siti nella stessa provincia o in province limitrofe;


5) ai trasporti di beni effettuati sotto vincolo doganale o negli spazi doganali, ovvero sotto controllo degli Uffici tecnici delle imposte di fabbricazione, o comunque di beni accompagnati da documenti prescritti da disposizioni di legge odi regolamento, purché contenenti gli elementi previsti nel 2° comma dell'art. 1 o integrati con essi, nonché ai trasporti dei beni di cui al D.M. 27 agosto 1976 e di quelli muniti contrassegno di Stato;


6) ai trasporti relativi a pane, latte sfuso, acqua, barbabietole destinate a zuccherifici, giornali quotidiani, libri e periodici, campioni gratuiti, generi di monopolio, sale per uso alimentare per una quantità non superiore a cinque chilogrammi e a quelli relativi alla raccolta di pelli grezze ed altri sottoprodotti della macellazione, nonché ai trasporti di "pacchetti stampa sottofascia e campioni" spediti a mezzo posta (Numero sostituito dall’art. 3 della L. 27 novembre 1989, n.384);


7) ai trasporti di terra, calcari, argille, marne, sabbia, ghiaia, pietrame in genere, rifiuti liquidi e solidi anche industriali, concimi organici, materiali di risulta dei lavori edilizi, vuoti e imballaggi usati;


8) ai trasporti di beni e attrezzature utilizzati come strumentali per l'esercizio dell'attività propria di prestazione di servizi, compresi i beni forniti agli utenti per la somministrazione di acqua, gas ed energia elettrica e l'utilizzazione del servizio telefonico, nonché ai trasporti di beni effettuati nell'esercizio dell'attività propria delle imprese di lavanderia e stireria.



2. Per i trasporti esonerati dall'obbligo del documento ai sensi del precedente comma, nn. 1), 4) e 8) e del penultimo comma dell'art. 1, se il trasporto è eseguito a mezzo vettore, il mittente rilascia a quella apposita dichiarazione sottoscritta, da cui risulti il titolo dell'esenzione.


Esonero per il trasporto di beni effettuato nei limiti delle esigenze familiari
(Telegramma n. 360091 del 10 gennaio 1979)

I trasporti di beni effettuati per ragioni personali e nei limiti delle esigenze del fabbisogno familiare sono esonerati dall'obbligo di emissione della bolla di accompagnamento, anche nell'ipotesi di trasporto di beni eseguiti per conto di imprenditori, semprechè non trattasi di beni afferenti l'attività di impresa.

 
Esonero per il trasporto di beni necessari per prestazioni di riparazione, assistenza e manutenzione
(Telegramma tasse n. 360407 del 25 gennaio 1979)

La disposizione di cui all'art. 4, n. 8, del decreto n.627/78, trova applicazione, oltre che per i trasporti costituenti strumenti o attrezzature necessari per l'esecuzione delle prestazioni di servizi, anche per i trasporti di beni costituenti la dotazione ordinaria per l'esecuzione delle prestazioni di riparazione, revisione, assistenza e manutenzione.

 
Esonero per il trasporto dl prodotti calcari
(Telegramma tasse n. 360812 del 23 marzo 1979)

Non sussiste l'obbligo del documento accompagnatorio per i trasporti di prodotti calcari in blocchi, pezzi o lastre, greggi, semplicemente tagliati, sgrossati o semplicemente segati. L'obbligo sussiste, invece, per i trasporti di prodotti calcari sottoposti a lavorazioni superiori a quelle sopra indicate.

 
La lettera di vettura internazionale è documento sostitutivo della bolla di accompagnamento
(R.M. n. 410812 del 16 giugno 1979)

La lettera di vettura internazionale è valida come documento sostitutivo della bolla di accompagnamento delle merci dal confine sino al luogo di destinazione già indicato nella stessa, a condizione detto documento venga integrato in modo che risulti il nome dell'importatore.

 
I certificati di provenienza dei prodotti petroliferi sono documenti sostitutivi della bolla di accompagnamento
(R.M. n. 411169 del 28 luglio 1979)

I certificati di provenienza dei prodotti petroliferi (modelli H-ter 7 e H-ter 16) rilasciati dall'UTIF, nonché i documenti relativi a beni trasportati sotto il vincolo doganale o negli spazi doganali, sono da considerare pienamente validi quali documenti di accompagnamento e, pertanto, gli elementi in essi contenuti non devono essere sottoposti ad integrazioni.

 
Esonero per il trasporto di lenti correttive ed occhiali
(R.M. n. 361612 del 26 settembre 1979)

Il trasporto delle lenti correttive e degli occhiali con lenti correttive dai laboratori esterni al luogo in cui viene esercitata l'attività di ottico, e viceversa, e esonerato dall'obbligo di emissione del documento di accompagnamento, in quanto i beni in questione, quali supporti di una prestazione di servizio, rientrano nella previsione di cui all'art. 4, n. 8, del decreto n.627/78.

 
Esonero per il trasporto di prodotti della pesca marittima
(Telegramma tasse n. 369979 del 24 dicembre 1979)

La disposizione di esonero di cui all'art. 4, n. 4, è applicabile anche ai trasporti dei prodotti della pesca marittima effettuati da pescatori, o da altri per loro conto, dal punto di sbarco del prodotto pescato al mercato ittico, ovvero, per conferimento, ai locali delle proprie cooperative.

 
Esonero per il trasporto dei modelli di dichiarazione dei redditi
(Telegramma tasse n. 382313 del 27 maggio 1980)

Il trasporto dei modelli per la dichiarazione dei redditi dai depositi di generi di monopolio ai rivenditori, sono esonerati dall'obbligo della bolla d’accompagnamento, ai sensi dell'art. 4 del D.P.R. n. 627/78.

 
Esonero per il trasporto di prodotti derivanti dalla frantumazione di pietra calcarea
(R.M. n. 380806 del 10 luglio 1980)

Il trasporto di brecciame, polverone ed altri sottoprodotti similari, derivanti dalla frantumazione nelle cave, a mezzo frantoio, di pietra calcarea, beneficia dell'esonero dall'obbligo del documento di accompagnamento, in considerazione del fatto che la frantumazione con sistema meccanico può considerarsi lavorazione semplice.

 
Esonero per il trasporto di caolino
(R.M. n. 363638 del 3 settembre 1980)

Considerato che il caolino è da classificare tra le argille, per i trasporti del bene di cui trattasi non sussiste l'obbligo di emissione del documento di accompagnamento.

 
Esonero per il trasporto di pietrame in genere
(R.M. n. 363341 del 18 ottobre 1980)

I trasporti di pietrame in genere, in blocchi greggi o lastre gregge, semplicemente tagliati, sgrossati o semplicemente segati, sono esonerati dall'obbligo di emissione del documento di accompagnamento.

 
Esonero per il trasporto di prodotti vulcanici
(R.M. n. 384776 del 15 dicembre 1980)

I trasporti di prodotti vulcanici e, specificatamente, il tufo litoide, il peperino, la pozzolana, il lapillo, la pomice ed il pietrisco sono esonerati dall'obbligo del documento di accompagnamento.

 
Esonero per il trasporto del materiali utilizzati da ditte appaltatrici
(R.M. n. 381097 del 2 febbraio 1981)

L'esonero dall'obbligo del documento di accompagnamento per i trasporti di beni ed attrezzature utilizzati come strumentali per l'esercizio dell'attività propria di prestazione di servizi, compresi i beni forniti agli utenti per la somministrazione d'acqua, gas ed energia elettrica e l'utilizzazione del servizio telefonico, si applica anche nell'ipotesi in cui l'esecuzione dei lavori venga effettuata da imprese appaltatrici.

 
Esonero per il trasporto dl protesi ortopediche
(R.M. n. 382117 del 19 febbraio 1981)

Il trasporto degli apparecchi di ortopedia è esonerato dall'obbligo di emissione del documento di accompagnamento, in quanto i beni in questione, quali supporti di una prestazione di servizio, rientrano nella previsione di cui all'art. 4, n. 8, del decreto n.627/78.

 
Esonero per i trasporti di beni ceduti da commercianti al minuto
(R.M. n. 383588 del 19 febbraio 1981)

Considerato che l'obbligo del documento accompagnatorio, sia esso costituito da bolla o da fattura accompagnatoria, sussiste esclusivamente nei casi in cui l'acquirente sia imprenditore e dei beni acquistati effettui lavorazione, commercio, noleggio o locazione finanziaria, fuori da queste ipotesi il commerciante al minuto è esonerato dall'obbligo del rilascio di detto documento, indipendentemente dal fatto che il cliente chieda la fattura.

 
Escluso dall'esonero il trasporto di "Baritina"
(R.M. n. 330034 dell'11l aprile 1981)

Il trasporto del minerale "Baritina" non rientra nella norma di esecuzione di cui all'art. 4, n. 7, del decreto n. 627/78, la quale circoscrive l'esonero dall'obbligo del documento di accompagnamento per i trasporti di terra, calcari, argilla, marmo, sabbia, ghiaia e pietrame in genere.

 
Esonero per il trasporto di pellicole sviluppate
(R.M. n. 331876 del 19 novembre 1981)

Rientrano nella norma di esecuzione contenuta nell'art. 4, n. 8, del D.P.R. n. 627/78, anche i trasporti di pellicole sviluppate, restituite dai laboratori ai negozianti rivenditori.

 
Esonero per il trasporto di materiali lapidei
(R.M. n. 330248 dell’8 febbraio 1982)

I trasporti di materiali lapidei, quali pietrame, ghiaie, sabbie, polveri, purché derivati da lavorazioni semplici, rientrano nella disposizione di esonero di cui all'art. 4, n. 7, del decreto n. 627/78, ancorché tali lavorazioni vengano effettuate in luogo diverso da quello di estrazione del detto materiale lapideo.

 
Esonero per i trasporti effettuati da ditte appaltatrici
(R.M. n. 380259 del 6 aprile 1982)

L'esonero dall'obbligo del documento accompagnatorio è applicabile anche ai trasporti dei materiali, effettuati dal cottimista con mezzi propri, necessari alla costruzione e riparazione degli impianti costituenti le reti principali e le reti di collegamento con gli edifici degli utenti (impiantini), nonché ai trasporti dei materiali in parola nei rispettivi magazzini delle imprese appaltatrici.

 
Trasporti di prodotti per il rifornimento dl distributori automatici
(R.M. n. 351696 del 9 dicembre 1982)

La disposizione di esonero prevista dall'art. 4, n. 4, del decreto n. 627/78, che dispone l'esonero nei confronti dei trasporti effettuati dai soggetti che esercitano esclusivamente il commercio al minuto per i movimenti di beni nell'ambito della stessa impresa fra i luoghi dichiarati ai sensi dell'art. 35, 2° comma, del D.P.R. n. 633/72, non si rende applicabile ai trasporti di prodotti per il rifornimento dei distributori automatici, in quanto il rapporto tra la società di distribuzione ed i punti di vendita in questione non è riconducibile alla previsione normativa di cui al citato art. 35.

 
Esonero per il trasporto di beni, ceduti da commercianti al minuto, che non formano oggetto dell'attività propria dell'impresa acquirente
(R.M. n. 425601 del 18 giugno 1984)

L'obbligo di emissione del documento accompagnatorio dei beni viaggianti da parte del commerciante al minuto non sussiste qualora i beni venduti non siano destinati ad imprenditori obbligati a chiedere la fattura ai sensi dell'art. 22, 3° comma, del decreto n. 633/72, vale a dire a soggetti che acquistano beni che formano oggetto dell'attività propria dell'impresa.

 
Esonero per i passaggi di protesi dentarie tra odontotecnici
(R.M. n. 345315 del 30 luglio 1984)

Premesso che i passaggi tra odontotecnici di protesi dentarie non sono mai afferenti cessioni, i relativi trasporti, effettuati da odontotecnici e realizzati esclusivamente nell'effettuazione di una prestazione, parcellizzata tra più odontotecnici, per il medico dentista, rientrano nell'ipotesi normativa di esonero di cui all'art. 4, n. 8, del decreto n. 627/78.

 
Esonero per i trasporti di apparecchiature effettuati dal C.O.N.I.
(R.M. n. 397070 dell’8 settembre 1984)

I trasporti delle apparecchiature elettroniche e del materiale accessorio occorrente al relativo funzionamento (bande cartacee, cassette porta matrici, stampati vari, ecc.), che vengono effettuati, a cura del C.O.N.I., tra i propri uffici e servizi addetti alla gestione dei concorsi pronostici (sedi di zona, fiduciari di zona e ricevitorie), sono esonerati dall'obbligo dell'emissione del documento di accompagnamento, a norma dell'art. 4, n. 8, del decreto n. 627/78, atteso il carattere strumentale delle cennate apparecchiature e materiale accessorio.

 
Esonero per i trasporti di prodotti vinosi
(R.M. n. 321421 del 3 ottobre 1985)

A norma dell'art. 4, punto 5, del D.P.R. n. 627/78, sussiste l'esonero dalla applicabilità delle norme relative ai documenti di accompagnamento dei beni viaggianti per i soggetti obbligati all'uso di speciali contrassegni per i prodotti vinosi previsti dal D.M. 4 maggio 1981.

 
Esonero per i trasporti dl beni ceduti da commercianti al minuto
(R.M. n. 323045 del 25 ottobre 1985)

L'applicabilità della ipotesi di esonero dall'obbligo di emissione del documento accompagnatorio, contenuta nel punto 1 dell'art. 4 del D.P.R. n. 627/78, presuppone la coesistenza di due condizioni, che il trasporto sia relativo ai beni ceduti da soggetti che esercitano l'attività di commercio al minuto e che i detti beni non siano destinati ad imprenditori obbligati a richiedere la fattura ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 22 del decreto n. 633/72. Pertanto, il commerciante al minuto, resta obbligato all'emissione del documento di accompagnamento dei beni viaggianti esclusivamente nei casi in cui l'acquirente sia imprenditore ed acquisti, richiedendone regolare fattura, beni che formano oggetto dell'attività propria dell'impresa, e cioè beni il cui impiego qualifica e realizza l'attività normalmente esercitata (commercio, lavorazione, noleggio, locazione finanziaria, ecc.).

 
Esonero per il trasporto di beni strumentali
(R.M. n. 325465 del 23 luglio 1986)

Non rientra nella norma di esonero di cui all'art. 4, punto 8, il trasporto di lame da affilare, in quanto l'ipotesi di esonero è riferibile non tanto ai beni strumentali oggettivamente considerati, ma soltanto a quei beni che sono necessari per l'effettuazione della prestazione.

 
Esonero per i trasporti di tagliandi-concorso
(R.M. n. 520564 del 25 settembre 1987)

I trasporti di tagliandi-concorso, i quali esprimono con indubbia connotazione una funzione pubblicitaria, atteso il carattere strumentale degli stessi rispetto alla funzione che assolvono, rientrano, analogamente alle fattispecie contemplate nella circolare n. 5 del 12 febbraio 1979, nella disposizione di esonero contenuta nel punto 8 dell'art. 4 del decreto n.627/1978.

 
Alterazione delle bolle - Sanzioni penali
(Cass. SS.UU. Penali, n. 11595 del 16 novembre 1987)

Le sanzioni penali dell'art. 7 sono applicabili solo per l'alterazione della bolla quale supporto cartaceo, e non anche per l'alterazione dei dati in essa contenuti.

 
Esonero per le videocassette noleggiate
(Riunione Isp. Comp. del 17-19 febbraio 1988)

Ai sensi dell'art. 4, non sussiste l'obbligo dell'emissione della bolla per il trasporto di videocassette noleggiate.



Art. 5

1. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le caratteristiche degli stampati per la compilazione dei documenti di cui agli artt. 1 e 3, anche in relazione all'impiego di macchine elettrocontabili, nonché le modalità e i termini per la loro utilizzazione, conservazione, registrazione, progressiva numerazione e bollatura.


2. Il Ministro delle finanze può altresì prescrivere con effetto da data non anteriore al 1° gennaio 1980, che i documenti di cui al 1° comma siano redatti su stampati forniti dall'amministrazione finanziaria o da soggetti all'uopo autorizzati, stabilendo le modalità della fornitura e i relativi controlli.


3. L'esemplare del documento di spettanza del vettore dovrà essere conservato dal medesimo per un periodo di tempo non inferiore a due anni dalla data della sua emissione; gli esemplari del documento di spettanza del mittente e del destinatario debbono essere conservati ai sensi dell'art. 39, ultimo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633.


4. Le violazioni degli obblighi relativi alla conservazione dei documenti indicati nel presente articolo sono punite ai sensi dell'art. 45 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.


5. Gli atti, i documenti e i registri del presente decreto o posti in essere in applicazione di esso sono esenti dall'imposta di bollo e dalle tasse di concessione governativa.


Distruzione documenti non utilizzati
(R.M. n. 345008 del 7 novembre 1985)

I documenti di accompagnamento dei beni viaggianti, predisposti dalle tipografie autorizzate, non utilizzati, e non più utilizzabili per sopravvenute esigenze delle imprese interessate, possono essere distrutti a condizione che la distruzione risulti da valida certificazione. In particolare, se trattasi di società, la distruzione dei documenti può risultare da apposito verbale controfirmato dagli organi di controllo contabile; in mancanza del predetto organo di controllo e nell'ipotesi di ditta individuale, la certificazione della distruzione dei documenti in parola deve risultare da apposito verbale redatto con l'intervento degli organi della Amministrazione finanziaria ovvero può essere fornita con atto notarile.



Art. 6

1. Fermi restando i poteri attribuiti all'Amministrazione finanziaria e alla Guardia di finanza dall'art. 52 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, il controllo dell'adempimento degli obblighi di cui al presente decreto può essere esercitato, durante il trasporto dei beni, anche dagli organi ai quali compete la contestazione delle violazioni alle norme del Codice sulla circolazione stradale. In tal caso, il controllo è limitato all'accertamento del possesso del documento di trasporto prescritto, ovvero può essere esteso al riscontro sommario ed esterno dei colli e dei beni. Le modalità del controllo non possono comunque essere tali da portare a deperimento le merci trasportate.


2. L'esito del controllo è indicato in apposito processo verbale di constatazione, redatto su modello conforme a quello tipo, approvato con decreto del Ministro delle finanze da emanarsi entro il 30 novembre 1978. Copia del processo verbale deve essere consegnata al soggetto controllato.


3. Ove siano constatate violazioni agli obblighi del presente decreto, copia del processo verbale di cui al precedente comma deve essere, altresì, consegnata o notificata agli altri eventuali soggetti ai quali siano imputabili le violazioni stesse; il verbale, al quale è allegato l'esemplare del documento di trasporto destinato al vettore, deve essere trasmesso all'Ufficio dell'imposta sul valore aggiunto Competente a norma dell'art. 40 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, il quale provvede, ai sensi dello stesso decreto, all'applicazione delle pene pecuniarie previste dal successivo art. 7.


Le inadempienze in materia di documenti accompagnatori possono essere rilevate anche in sede di verifiche nelle sedi aziendali
(R.M. n. 420961 del 20 ottobre 1980)

La "ratio" della normativa prevista in materia di documento di accompagnamento delle merci viaggianti consiste nel poter effettuare, ai fini cautelativi, i controlli delle merci e dei beni fra soggetti d'imposta, per cui la disciplina in discorso esplica efficacia sia durante il trasporto, che in sede di accessi, ispezioni e verifiche aziendali, successive al trasporto.

 
Mancata esibizione del documento da parte del conducente
(R.M. n. 370763 del 4 novembre 1981)

La mancata esibizione del documento da parte del conducente non significa necessariamente che ne sia stata omessa la compilazione. Per accertare che ciò sia realmente accaduto, occorre effettuare gli opportuni controlli presso il mittente ed in contraddittorio con lo stesso. Pertanto, se l'omessa compilazione del documento dì accompagnamento da parte del mittente non è stata constatata sulla base di una ispezione documentale, ma esclusivamente attraverso una semplice presunzione che, peraltro. non trova fondamento nelle dichiarazioni rilasciate ai verbalizzanti dal conducente, per la definizione della vertenza è necessario invitare la parte ad esibire la bolla di accompagnamento, nonché il registro di carico delle bolle, al fine di accertare se la bolla in questione sia stata emessa con le modalità e nei termini di cui al D.P.R. n. 627/78.


Art. 7

1. Il mittente è responsabile della mancata o inesatta compilazione dei documenti di cui ai precedenti artt. 1, 2, 3, e 4, ultimo comma; se non compila detti documenti, o indica su di essi beni diversi da quelli trasportati o consegnati, o li indica in quantità diversa, ovvero li compila in modo da non consentire comunque la identificazione delle parti, è soggetto alla pena pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 3.000.000. Alla stessa pena soggiace chiunque fa uso di tali documenti al fine di eludere le prescrizioni del presente decreto.


2. Se nei documenti indicati nel comma precedente risultano mancanti o inesatte alcune delle altre indicazioni previste dagli artt. 1, 2, 3 e 4, ultimo comma, del presente decreto, si applica al soggetto tenuto ad annotare tali indicazioni la pena pecuniaria da lire 500.000 a lire 1.500.000. Al vettore che non sottoscrive per ricevuta gli esemplari del documento di cui all'art. 1 o li sottoscrive pur se in esso siano riportate indicazioni incomplete o inesatte, limitatamente a quanto previsto dall'ultima parte del 3° comma dell'art. 1, si applica la pena pecuniaria da lire 150.000 a lire 300.000


3. Il conducente del veicolo che, durante l'esecuzione del trasporto, non è in grado di esibire gli esemplari dei documenti che debbono accompagnare il trasporto è soggetto alla pena pecuniaria da lire 50.000 a lire 180.000. La stessa pena si applica se il documento di trasporto non risulta sottoscritto ai sensi del 3° e del 9° comma del precedente art. 1.


4. Ogni violazione diversa da quelle previste nei primi due commi del presente articolo è punita con la pena pecuniaria da lire 500.000 a lire 1.500.000.


5. Per le violazioni punite con una pena pecuniaria è consentito al trasgressore di pagare all'Ufficio dell'imposta sul valore aggiunto competente una somma rispettivamente pari ad un sesto e ad un terzo del massimo, mediante versamento entro i quindici giorni ovvero dal sedicesimo al sessantesimo giorno successivi alla consegna o alla notifica del verbale di constatazione, Il pagamento estingue l'obbligazione relativa alla pena pecuniaria nascente dalla violazione.


6. Chiunque forma in tutto o in parte, o altera, stampati, documenti o registri previsti dal presente decreto o dal decreto ministeriale di cui al precedente art. 5, e ne fa uso, o consente che altri ne faccia uso, al fine di eludere le disposizioni del presente decreto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Alla stessa pena soggiace chi, senza essere concorso nella falsificazione, fa uso agli stessi fini, dei documenti di cui al presente comma.


Omessa annotazione dei documenti accompagnatori nel registro di carico
(Riunione Isp. Comp. del 20 e 21 aprile 1983)

Nel caso di omessa annotazione dei documenti accompagnatori nell'apposito registro di carico, trova applicazione la disposizione di cui all'art. 47, n. 3, del decreto n. 633/72, con riferimento a ciascun documento acquisito e non per fornitura, indipendentemente dalla sanzione penale prevista dall'ultimo comma dell'art. 3 del D.L. n. 429/82, convertito nella legge n. 516/82.

 
Omessa indicazione dello zero avanti le unita concernenti l'ora di partenza
(R.M. n. 406467 del 17 dicembre 1983)

In merito alle violazioni consistenti nella omessa indicazione dello zero avanti le unità concernenti l'ora di partenza, possono applicarsi le attenuazioni delle sanzioni di cui all'art. 8 della L. 7 gennaio 1929, n. 4, ed al D.M. 10 settembre 1931, data la natura formale delle violazioni medesime.

 
Omissione della firma del destinatario
(R.M. n. 426607 del 3 dicembre 1984)
Nel caso di omissione della firma da parte del destinatario, considerato che trattasi di violazione puramente formale, nulla osta in ordine alla applicazione delle attenuazioni previste dalla legge n.4/29 e dal D.M. 1° settembre 1931.

 
Inapplicabilità di sanzioni a carico dell'acquirente per irregolarità commesse dalla tipografia
(R.M. n. 426850 del 10 giugno 1985)

Dalla considerazione che nessun adempimento è previsto dalla normativa a carico dell'acquirente di stampati per documenti di accompagnamento dei beni viaggianti in merito al controllo della regolarità formale nella stampa degli stessi, consegna necessariamente l'inapplicabilità di sanzioni a carico dell'acquirente per irregolarità commesse dalla tipografia.

 
Mancata emissione di ricevute fiscali per mancanza di stampati in giorni festivi
(R.M. n. 540661 del 12 novembre 1987)

E’ sanzionabile la mancata emissione del documento fiscale giustificata dal contribuente con l'impossibilità di rifornirsi in un giorno festivo degli stampati esauriti.

 
Mancata esibizione della bolla da parte di commerciante ambulante
(Riunione Isp. Comp. del 21-24 giugno 1988)

Non è sanzionabile la mancata esibizione da parte di un commerciante ambulante della bolla di accompagnamento per merce trasportata subito dopo l'acquisto effettuato presso un soggetto non identificato.


Art. 8

1.I soggetti previsti dalle lettere a) e c) dell'art. 1, che commentano, nel corso di un triennio, tre violazioni previste nel precedente articolo, sono sottoposti ad accertamento, ai sensi e con le norme di cui al titolo quarto del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni. Essi sono altresì sottoposti, secondo le prescrizioni e i criteri stabiliti nel decreto ministeriale di cui all'art. 2 della L. 2 maggio 1976, n.160, al controllo globale per tutti i tributi.


2. Chi effettua il trasporto, se nel corso di un triennio commette tre violazioni previste nel precedente articolo, è soggetto al ritiro della carta di circolazione degli automezzi rispetto ai quali sono state contestate le singole trasgressioni per un periodo non inferiore ad un mese né superiore a cinque mesi. Il provvedimento è adottato dal competente Ufficio della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, su pro posta dell'Ufficio dell'imposta sul valore aggiunto.


3. Fuori dei casi previsti nel comma precedente, il conducente, che nel corso di un triennio è punito per tre violazioni previste nell'art. 7, è soggetto alla sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore a quindici giorni né superiore a tre mesi. Il provvedimento è adottato dal prefetto, su proposta dell'Ufficio dell'imposta sul valore aggiunto. Per la opposizione al provvedimento si applicano le disposizioni dei commi 4, 5, 6, 7 e 8 dell'art. 9 della L. 3 maggio 1967, n. 317.


4. Agli effetti dei precedenti commi si tiene conto anche delle violazioni per le quali è intervenuto il procedimento di cui al penultimo comma dell'art. 7.


L'ipotesi di recidiva è collegata all'esistenza di tre violazioni commesse in tempi diversi e non nell'ambito di un singolo trasporto
(R.M. n. 410561 del 15 maggio 1980)

Tre violazioni constatate nell'ambito di un unico trasporto non integrano la fattispecie di cui all'art. 8 del decreto n. 627/78, in quanto le sanzioni indirette previste da tale norma vanno poste in relazione con la ripetitività del fatto, e, quindi, all'esistenza di tre violazioni commesse in tempi successivi. L'applicazione delle sanzioni indirette, in aggiunta alla pena pecuniaria, si giustifica con la predisposizione del soggetto a violare abitualmente la legge; predisposizione che viene manifestata quando le violazioni si ripetono nel tempo, ma che non può ravvisarsi allorché più violazioni siano commesse contestualmente nell'ambito di una singola operazione, e per una sola volta.

 
Recidiva di violazioni formali
(R.M. n. 372618 del 31 maggio 1982)

La normativa prevista dall'art. 8 del D.P.R. n. 627/78 è applicabile in presenza di qualsiasi tipo di violazione, sia formale che sostanziale, comunque commessa nell'arco di un triennio, e non soltanto nei casi di recidiva di violazioni preordinate alla evasione fiscale.
Infatti, nel corpo dell'art. 8 si fa esclusivamente riferimento alle "violazioni previste nel precedente articolo", per cui le sanzioni indirette ed accessorie sono applicabili nei confronti di coloro che, nel corso di un triennio, abbiano commesso almeno tre violazioni tra quelle contemplate dall'art. 7, di qualunque tipo esse siano.


Art. 9

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ed ha effetto dal 10 gennaio 1979.

2. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.